Postura e benessere quotidiano: esiste davvero una postura perfetta?

La nostra postura è messa alla prova ogni giorno: ore davanti a uno schermo, lavori ripetitivi, lo smartphone sempre in mano, lo stress che ci fa incurvare le spalle. Con il tempo, spesso il corpo ne risente e possono comparire tensioni e dolori.

Molti pensano che “stare dritti” sia solo una questione estetica, ma la postura è molto di più: è il modo in cui il nostro corpo si adatta al mondo, un riflesso del nostro equilibrio fisico ed emotivo.

 

Che cos’è la postura?

La postura è il modo in cui il corpo si posiziona nello spazio — sia da fermi (in piedi, seduti) che in movimento. È il risultato dell’interazione continua tra muscoli, articolazioni, sistema nervoso e stato emotivo.
In altre parole, non è solo una questione meccanica, ma il riflesso di come viviamo, lavoriamo e reagiamo al nostro ambiente.

Una postura equilibrata e funzionale permette di distribuire le forze in modo armonioso su tutto il corpo, riducendo sforzi inutili e prevenendo sovraccarichi.

 

I benefici di una postura funzionale

Assumere una postura funzionale favorisce il corretto equilibrio muscolare e articolare e porta diversi benefici:

 

  • Previene dolori muscolo-scheletrici, soprattutto a schiena, collo e spalle
  • Riduce l’affaticamento
  • Favorisce una respirazione più profonda e regolare (per approfondire, leggi l’articolo sul diaframma)
  • Migliora concentrazione ed energia
  • Può favorire una sensazione di maggior benessere generale e vitalità

 

Perché la postura si altera?

La postura cambia e si adatta continuamente all’ambiente esterno. Tuttavia, alcuni fattori possono spingerla verso schemi disfunzionali:

 

  • Sedentarietà e posizioni prolungate (ore seduti al computer o in piedi senza movimento);
  • Ergonomia inadeguata del posto di lavoro o di studio;
  • Mancanza di variabilità: ripetere sempre gli stessi movimenti limita l’adattabilità e può creare squilibri tra i vari gruppi muscolari;
  • Mancanza di attività fisica o consapevolezza corporea;
  • Debolezza muscolare: soprattutto nel core (muscoli addominali, lombari, pelvici, glutei e dorsali), che sostengono la colonna;
  • Appoggio del piede non equilibrato: può modificare la distribuzione delle forze su ginocchia, bacino e colonna vertebrale, portando a squilibri posturali;
  • Stress e tensione emotiva: la muscolatura di tutto il corpo entra involontariamente in tensione, e spesso tendiamo ad assumere posture più chiuse, protettive, con spalle anteriorizzate e respirazione più superficiale.

 

Col tempo, questi elementi portano a dolori, rigidità e affaticamento, ma anche a un calo della concentrazione e della produttività: anche i gesti più semplici possono diventare faticosi per il corpo.

 

Il mito della postura perfetta

Per decenni ci hanno insegnato che esiste un’unica “postura corretta”: schiena dritta, spalle aperte, testa allineata. In realtà, la scienza oggi ci dice qualcosa di molto diverso. Non esiste una postura ideale valida per tutti: ognuno di noi ha caratteristiche uniche (altezza, proporzioni, curvature naturali della colonna, tono muscolare), e ciò che per una persona è “corretto” può risultare scomodo o persino doloroso per un’altra.

Studi recenti hanno dimostrato che non c’è una relazione diretta tra postura e dolore: persone con posture considerate “scorrette” possono non avere alcun fastidio, mentre altre, apparentemente perfette, soffrono di dolori cronici.

 

Il punto non è trovare la posizione giusta: il movimento è più importante di qualsiasi postura ideale, e imparare a cambiare posizione e muoversi con consapevolezza è ciò che fa davvero la differenza.

Per questo la valutazione posturale moderna non cerca più un modello “ideale”, ma analizza la postura naturale, confortevole e funzionale per il singolo individuo.

 

Questo però non significa che “tutte le posture vadano bene”. Ci sono situazioni in cui è importante intervenire: se una posizione ti provoca dolore, formicolii o tensioni persistenti, oppure se noti cambiamenti improvvisi nella tua postura abituale. Anche mantenere posture molto estreme o rigide troppo a lungo — come il collo costantemente in avanti o la schiena eccessivamente inarcata — può creare sovraccarichi.

 

Anche la migliore postura diventa dannosa se rimane fissa

Assumere posture corrette è consigliabile, ma anche la postura più corretta, se mantenuta troppo a lungo, diventa dannosa. Quando restiamo in una posizione fissa per troppo tempo, anche se è quella più “ergonomica”, i muscoli si irrigidiscono e la circolazione rallenta.

 

Il corpo è fatto per muoversi. Una buona postura è solo il punto di partenza: ciò che fa la differenza è la variabilità e il movimento. Un corpo che si muove e cambia posizione di frequente mantiene elasticità, forza e vitalità.

 

Piccoli gesti quotidiani come cambiare posizione, respirare profondamente e fare pause attive migliorano la circolazione e aiutano a prevenire alcune tensioni che si generano mantenendo le stesse posture troppo a lungo.

 

Consigli pratici per migliorare la postura

  • Cambia spesso posizione

La postura migliore è una postura che cambia spesso: pause e piccole variazioni frequenti della postura fanno la differenza.
Se stai tanto seduto, imposta un promemoria ogni 30-40 minuti per alzarti, camminare o semplicemente muovere spalle e collo: anche 30 secondi di movimento ogni mezz’ora fanno la differenza.

 

  • Sii consapevole del tuo corpo

Durante la giornata chiediti: “Come sto respirando?”, “Dove sento tensione?”.
Mentre sei seduto o in piedi, cerca di percepire la tua colonna vertebrale e allungala delicatamente, come se un filo ti tirasse verso l’alto dal capo.

 

  • Cura l’ergonomia del tuo spazio di lavoro

L’ergonomia giusta previene sovraccarichi e affaticamento.

Se lavori al computer, regola l’altezza dello schermo, utilizza una sedia che supporti la zona lombare (in alternativa usa un cuscinetto) e tieni i piedi ben appoggiati a terra.

 

  • Rinforza il core

I muscoli del core — addominali, lombari, pelvici, glutei e dorsali — se ben allenati e tonici sostengono la colonna vertebrale e migliorano la stabilità e la fluidità dei movimenti.

Esercizi come plank, bird-dog, yoga o pilates aiutano a migliorare il controllo dei movimenti e la stabilità.

 

  • Muoviti ogni giorno

Cammina, fai stretching, pratica sport o yoga, respira profondamente.
Il movimento è una medicina naturale che riattiva circolazione, migliora la postura e l’umore.

 

Osteopatia e postura

L’osteopatia può essere molto utile per alleviare le tensioni accumulate nel tempo e di conseguenza migliorare la postura. Un approccio personalizzato permette di capire perché il corpo ha assunto certe compensazioni e come aiutarlo a ritrovare equilibrio e funzionalità.
Attraverso tecniche manuali mirate e una visione integrata del corpo, l’osteopatia permette di:

 

  • Rilasciare le tensioni e migliorare l’elasticità dei tessuti
  • Favorire la mobilità articolare, soprattutto di colonna, spalle e bacino
  • Correggere squilibri posturali derivanti da compensazioni o abitudini scorrette
  • Prevenire disturbi muscoloscheletrici come dolore lombare, dolore cervicale, fastidi o dolori alle gambe o alle braccia

 

Ma soprattutto, aiuta il corpo a ritrovare il suo equilibrio naturale, alleviando i dolori e migliorando la qualità del movimento.

 

In sintesi

Non esiste una postura perfetta valida per tutti, ma un corpo capace di adattarsi alle esigenze quotidiane.
Più che “stare dritti”, impariamo a stare bene: muoverci, respirare, ascoltarci e cambiare spesso posizione.
La postura migliore è quella che ci permette di vivere senza dolore, con equilibrio e vitalità.

 

Se percepisci tensioni o dolori che non passano o vuoi lavorare sulla tua postura in modo personalizzato, posso aiutarti con una valutazione e un percorso mirato. Puoi contattarmi per un consulto o per prenotare una seduta.

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Fonte immagine: immagine di e da Freepik

Federica Barbieri

Osteopata D.O.

Come si svolge la prima visita dall'osteopata?

Inizialmente porrò alcune domande dettagliate per approfondire l’origine, la localizzazione e l’evoluzione del dolore o del disturbo percepito. Esaminerò con attenzione eventuali referti medici (esami, radiografie, risonanze, ecc.), perché possono fornire informazioni preziose.

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